Sanità

Sanità: Spirlì, stop commissari, settore torni a calabresi

“La Calabria non ha alcuna intenzione di restare sotto la botta di un inutile
commissariamento che ha devastato la sanità in questi undici
anni e che ha gonfiato in maniera mostruosa il debito sanitario.
Sulla base di quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, credo
che oggi non ci siano più giustificazione per farlo sussistere”.
Lo ha sostenuto il presidente facente funzioni della Regione
Calabria Nino Spirlì, nel corso della visita in Calabria del
sottosegretario alla Salute Andrea Costa.
Spirlì, in mattinata, ha accolto l’esponente del governo
nella Cittadella regionale “Jole Santelli” di Catanzaro per i
saluti istituzionali.
All’incontro erano presenti il commissario della Sanità Guido
Longo, e il direttore generale del dipartimento Tutela della
salute Giacomino Brancati. Poi Spirlì ha accompagnato Costa
durante i sopralluoghi nell’hub vaccinale di Catanzaro Lido e
nell’ospedale universitario Mater Domini di Germaneto.
“Ringrazio il sottosegretario Costa che oggi – ha aggiunto
Spirlì – ha potuto verificare di persona quanto la debole sanità
regionale abbia saputo rispondere alle urgenze e alla necessità
dei calabresi. I cittadini innocenti non devono pagare le colpe
dei corsari della sanità, che hanno devastato questa regione, e
degli scafisti sanitari che continuano a rapire pazienti
calabresi per portarli in altre regioni, a danno della nostra
sanità. Sono soddisfatto di quello che oggi abbiamo potuto
presentare al Governo, che si sta rendendo conto di quanta
fatica possano fare i nostri sanitari e chi amministra questo
settore nella nostra regione”.
“Lo stop al commissariamento – ha proseguito – deve essere
definitivo e avvenire rapidamente. Ritengo che, in tempi brevi,
il Mef, prima di tutti gli altri ministeri, debba alzare
bandiera bianca. Ha sbagliato in tutto, soprattutto nella
mancanza di controlli. Se la Calabria ha commesso errori,
sicuramente il Mef è il loro padre, perché non ha controllato o
non ha saputo controllare. Oggi insistere con il
commissariamento significherebbe essere consapevolmente
colpevoli. Quelle stanze e quegli inutili tavoli che si sono
succeduti in questi anni devono riconsegnare ai calabresi la
gestione della sanità. Sarebbe molto grave un comportamento
contrario”.